Ristrutturazione ristorante bar Vignetta Mendrisio

© ALBERTO CANEPA

Lo stabile denominato “Vignetta” è un edificio costruito all’inizio del secolo, si trova la centro del Campus dell’Accademia di architettura di Mendrisio ed è stato acquistato nel 2015 dall’USI – Università della Svizzera Italiana – con l’obiettivo di destinare i locali dei piani superiori a uffici per il personale dell’Accademia. Il piano terreno ospitava un osteria denominata Vignetta, chiuso da alcuni anni ma che, per molto tempo, è stato frequentato dagli studenti e dai professori dell’Accademia di architettura. L’antica Osteria Vignetta è stata anche la sede della società bocciofila di Mendrisio, è infatti ancora presente il vecchio campo per il gioco delle bocce, coperto da una tettoia sorretta da una struttura metallica.

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Il fondo si colloca in un comparto di importanza storica che si sviluppa lungo via Turconi e comprende Palazzo Turconi, le ville Torriani e Argentina con i loro parchi, le recinzioni a muro di giardini di ville signorili edificate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il piano di rilevamento ISOS (Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale) dedicato a Mendrisio riconoscendo una chiara qualità storico-architettonica alla zona e pone come obiettivo la salvaguardia e la conservazione della sostanza di tutti gli edifici, parti dell’impianto e spazi liberi. Il lotto nel quale è costruito l’edificio che ospita l’Osteria Vignetta è stretto e allungato (13.90 x 85.5 m), delimitato su tre lati da alti muri di cinta e dall’edificio che si affaccia su via Turconi. Si accede allo spazio interno dalla strada attraverso un passaggio (galleria) che può essere chiuso con un portone in legno.

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Il progetto prevede il mantenimento dell’antico campo di bocce, la sistemazione del contesto e degli esterni, la ristrutturazione e l’ampliamento del locale esistente. Nel muro di fondo che delimita il lotto è stato riaperto un antico passaggio che era stato murato, creando un nuovo percorso pedonale che attraversa longitudinalmente tutta l’area.

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Il progetto per la nuova osteria prevedeva la demolizione del volume che ospitava la vecchia cucina fuori norma, e l’edificazione di un nuovo corpo di fabbrica, più grande, con il prospetto maggiore costruito a filo e in continuità con la parete dell’edificio esistente. Il nuovo corpo di fabbrica accoglie la cucina e la zona con il bancone del bar; è un volume con il tetto a una falda, rivestita con lamiera ondulata zincata, l’altro lato del tetto è una grande finestra fissa (shed) orientata a nord che porta luce zenitale e riflessa dentro lo spazio della cucina. La quota del terreno con il campo di bocce e i tavoli esterni è di 1.5 m superiore a quella dello spazio interno, questa particolarità ha implicato la costruzione di una scalinata che scende fino a un piccolo spiazzo di fronte alla finestra della cucina. Questo spazio è coperto e protetto dalla generosa sporgenza del tetto.

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Gli impianti tecnici e le attrezzature di servizio (spogliatoi per il personale, bagni per gli avventori, depositi, dispensa, celle frigorifere, locale macchine) sono stati inseriti in altrettanti locali ricavati da spazi pre-esistenti (due garage e una cantina) ubicati nei corpi di fabbrica al di là del percorso pedonale. Il percorso pedonale di accesso è stato pavimentato con cubi in pietra naturale (granito); il nuovo corpo di fabbrica ha uno zoccolo in calcestruzzo spazzolato ed è rivestito con un intonaco fabbricato con graniglia di marmo rosso di Verona e bocciardato.

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Lo spazio interno della nuova osteria è stretto e allungato (21.6 x 4.4 m). Il progetto ha voluto definire uno spazio longitudinale, fluido e passante. La conformazione del soffitto e l’orientamento dell’illuminazione contribuiscono a creare un effetto prospettico che – attraversando l’interno – collega visivamente la strada con lo spazio esterno oltre l’edificio. La cucina aperta e completamente a vista è attrezzata con una grande finestra a tutta larghezza che può essere sollevata per accedere a un davanzale in acciaio inox utilizzabile come bancone per il passaggio dei piatti.

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Data la particolare situazione del sito (racchiuso in una corte scarsamente illuminata) il progetto ha posto particolare attenzione alle scelte in grado di convogliare luce naturale all’interno del locale: una nuova grade finestra fissa di fronte al bancone del bar, uno shed sul tetto e una vetrina con finestra a tutta larghezza in cucina. Anche la scelta dei colori e dei materiali è conseguente. Le pareti sono dipinte di bianco, il nuovo pavimento è di colore chiaro e caldo, realizzato in granulato di gomma riciclata dall’aspetto molto simile alla graniglia (palladiana).

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Il rivestimento del bancone bar è in acciaio inox lucidato così da diffondere la luce naturale che penetra dalla finestra e riflettere l’immagine dell’intorno contribuendo ad amplificare la percezione dello spazio. Il particolare disegno del soffitto risponde a diverse funzioni: conformazione dello spazio, acustica e illuminazione. Il materiale nel quale è realizzato è fonoassorbente (così come il pannello forato che riveste la parete lunga) e la sua forma “a onde” contribuisce a dissipare il riverbero del rumore. Nelle onde del soffitto sono integrate tre linee LED a luce indiretta regolabili singolarmente e l’impianto di distribuzione della ventilazione/climatizzazione.

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L’arredo è stato scelto per conferire al locale un aspetto caldo e accogliente. Le sedie modello 14 prodotte oggi da Ton, la fabbrica in repubblica ceca a Bystřice pod Hostýnem che fu fondata nel 1861 da Michael Thonet, sono in legno di faggio chiaro, i piani dei tavoli, dagli spigoli arrotondati, sono in rovere antico, legno ricavato da vecchie travi riusate.

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© ENRICO SASSI ARCHITETTO
© ENRICO SASSI ARCHITETTO
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© ENRICO SASSI ARCHITETTO
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Ristrutturazione ristorante Vignetta Mendrisio

Progetto: 2016 – 2018

Fotografie: Alberto Canepa

Scheda tecnica

Committente: Accademia di Architettura, Università della Svizzera Italiana

Architetti: Ruggero Tropeano Architekten; Enrico Sassi Architetto

Direzione Lavori: Enrico Sassi Architetto

Collaboratori: Roberta Blasi

Ingegnere civile: Pietro Brenni, Brenni engineering sa

Ingegnere elettrotecnico: Augusto Daghini, IFEC SA

Ingegnere RCVS: Ehab Mattar, IFEC SA

Perito antincendio: Ida Puricelli, Puricelli-Mona SA

Fisico costruzione: Amedeo Leva, IFEC SA

 

Bonifica amianto: Simatech SA

Impresa costruzione: Barella SA

Carpentiere: Luca Colombo, F.lli Colombo Sagl

Elettricista: Arrigo G&A SA

Sanitario: Galli SA

Ventilazione: Aerimpianti SA

Gessatore e Controsoffitti: Michele Vodola

Metalcostruzione: Agustoni Fabrizio SA

Fabbro: Francesco Talaia

Finestre: Eledil srl; Mirco Solcà

Falegnami: Mirco Solcà; Roberto Köchli, RK Mobili

 

Pittore: Giovanni Righitto, Rovio Color

Pavimenti: Marco Palumbo, Uniquefloor AG

Piastrellista: Jotti Guglielmo SA

Cucina: Enrico Trentini, Flavio Morosoli SA

Bancone Bar: Roberto Köchli, RK Mobili

Frigorista: Marzio Sciarini, Techno Frigo Sagl

Luminotecnica: Regent SA; Das-Objekt

Arredo: Cavalieri Carlo & Ci SA

 

Impresa esterni: Massimo Grandi Sagl; Fossati SA

Elettricista esterni: Giuseppe Barone elettricista

Selciatore: Pavidream 2000 Sagl

Giardinieri: Galli Manuel; Willy Bernasconi SA

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