Jardin vertical

© ENRICO SASSI ARCHITETTO
Sopra: Primavera - Sotto: Autunno

L’attuale quartiere di Gandria della Città di Lugano è un antico insediamento di pescatori e agricoltori, sulla riva del lago Ceresio ai piedi del Monte Brè. Si tratta di una località caratteristica e pittoresca, inscritta nella lista ISOS (Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere). Gandria ha oggi un’importante rilevanza turistica grazie alla sua particolare situazione geografica e alle sue qualità spaziali.

 

Il paesaggio di Gandria è caratterizzato da terrazzamenti con colture e muri a secco sin dai tempi antichi. Numerose fonti testimoniano che la coltivazione dell’olivo a Gandria è presente sin dal ‘300. Solo nel 1951 il nucleo di Gandria fu collegato alla strada internazionale realizzata nel 1936. Il quartiere di Gandria è attrezzato con un posteggio che è stato costruito negli anni settanta di fianco alla strada cantonale che collega Lugano a Porlezza, in Italia. Tra il posteggio e il lago c’è un dislivello di 54 metri. Il posteggio e la scalinata che scende al lago sono le porte di accesso al sentiero dell’olivo.

 

La costruzione del giardino verticale sotto il piazzale del posteggio s’inserisce nel più vasto progetto di riqualifica del sentiero dell’olivo elaborato in team con lo studio di consulenza e ingegneria ambientale Oikos. Il progetto complessivo prevede la valorizzazione dei numerosi alberi di olivo e la sistemazione del percorso pedonale che attraversa il paese, collegando diverse aree terrazzate e coltivate con olivi.

 

Prima dell’intervento lo spazio sotto il piazzale del posteggio era abbandonato, vi era accatastato materiale di scavo; il sentiero che costeggia i pilastri era mal delimitato e tutto l’inizio del sentiero presentava un cattivo aspetto. Il progetto ha previsto la formazione di una struttura metallica ancorata ai pilastri, alla struttura metallica sono fissati cavi metallici sui quali crescono diverse specie di essenze rampicanti

 

Il posteggio è sorretto da travi e pilatri in CA 40 x 40 cm che definiscono 8 campate. La struttura metallica di supporto ai cavi si compone di travi e mensole metalliche zincate a bagno. Le mensole sono avvitate alle travi in calcestruzzo che sorreggono la soletta del posteggio. Alle mensole sono fissate – in alto e in basso – travi HEB 200 sulla mezzaria delle quali sono saldati a distanza regolare di 20 cm dei bulloni M27 (diamtro bullone 46 mm, che servono per fissare il cavo verticale per i rampicanti. Ogni campata conta con due travi HEB, 64 bulloni, 32 cavi verticali per un totale di 160 m. La struttura metallica serve a resistere alla spinta del vento sulla superficie verticale di 32 m2 che si comporta come una grande vela. Le forze vengono riportate dalle travi metalliche sui pilastri in CA. La trave a terra è sotterrata e non è visibile; i cavi emergono direttamente dal terreno sistemato.

 

La superfice verde ha un’altezza media di 5 metri; il giardino misura complessivamente 53 metri lineari e conta una superficie verticale complessiva di 265 m2. Ogni campata conta 32 cavi verticali, per un totale di 1’280 m complessivi di cavo. Ai cavi metallici è stata aggiunta una corda in cocco per facilitare la presa dei rampicanti e per conferire all’insieme un aspetto più vegetale.

 

Lungo il sentiero è stato costruito un muretto a secco di sasso di Caprino (calcare di Moltrasio).

Il progetto del verde prevede una proposta che tiene conto dello sviluppo delle specie vegetali nel corso degli anni e dei cambiamenti della superficie verde nel corso delle stagioni. Nell’anno 0, quello di costruzione, l’aspetto del giardino è caratterizzato dalla presenza delle corde in cocco. Sono state messe a dimora specie perenni. Ogni campata è caratterizzata da un carattere specifico. Nella definizione delle composizioni vegetali si è tenuto conto della combinazione di specie decidue e sempreverdi per garantire la presenza di verde anche in inverno.

Le 8 campate che compongono il giardino verticale seguono lo schema seguente.

1 – Passiflora Coerulea, Solanum Jasminoides, Tracheospermum Jasminoides – fiori piccoli e bianchi, profumati + fiori di Passiflora bianchi, azzurri e marroni, sempreverdi.

2 – Actinidia Kolomkta, rosa selvatica – fiori bianchi e rosa, foglie di Kolomikta verdi e rosa – decidue.

3 – Vitis Coignetiae – foglie rosse in autunno, decidua.

4 – Clematis – varie speci, fioritura di vari colori e lussureggiante – decidua

5 – Hedera Helix, hedera Helix White wonder – foglie lucide verde cupo e foglie vedi e bianche, fiori piccoli bianchi, sempreverde

6 – Plumbago Capensis, Buganvillea – Fiori azzurri e rosa, sempreverde

7 – Parthenocissus Tricuspidata – foglie autunnali rosse, decidua

8 – Wisteria Sinensis, Jasminum Nudiflorum, Fiori a grappoli viola (sopra) e giallo (alla base), decidua + sempreverde

 

All’arrivo della scala del posteggio, contro il muro in zona ombreggiata, vengono messe a dimora delle ortensie rampicanti (Schizophragma hidrangeoides + Hydrangea macrophylla) e dei boschetti di lauro (Laurus nobilis) combinato con arbusti di corbezzolo (Arbutus unedo). Lo spazio compreso tra il muretto in pietra e l’inizio della parete verticale verde è sistemato come giardino roccioso “rocaille fleurie”, con pietre (sasso di Caprino) e una piantumazione prealpina/mediterranea: rosmarino e rosmarino prostrato (Rosmarinus officinalis + repens), timo (Thymus herba-barona), lavanda (Lavandula angustifolia), rododendro e azalea (Rhododendron hirsutum + ferrugineum + japonicum), piante grasse (Sempervivum montanum, Echeveria elegans).

Jardin vertical_Lugano

Progetto

2017-2020

Fotografie

Scheda tecnica

Cliente: Città di Lugano

Architetto: Enrico Sassi

Direzione lavori: Enrico Sassi

Collaboratori: Alessandro Armellini, Veronica Bano, Roberta Blasi, Irene Lucca

Ingegnere civile:  Pedrazzini Ingegneri sagl

Giardiniere: Fabio Forni SA

Fabbro: Bernasconi Renato SA